Come scrivere email per una campagna di marketing di successo?

Di Graziano Brotto in: Blogging - Inserito il 16-04-2021

Scrivere un’email, cosa ci vuole? Molti risponderanno niente, ma per ottenere una campagna di email marketing di successo bisogna tenere in considerazione diversi fattori. Vediamoli assieme.Per scrivere un’email ed avviare una campagna di email marketing di successo non basta saper scrivere, infatti come per qualsiasi attività di Digital Marketing bisogna avere una visione strategica per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Scrivere non è semplice, esistono molteplici modi per dire le cose e se prima dell’avvento di internet il copywriter era essenzialmente un professionista nel settore pubblicitario, oggi esistono più sfumature di questa professione, come l'email copywriter.

Ma come si scrivono delle email che convertano l’utente?

Saper scrivere correttamente in italiano o nella lingua del proprio è la base da cui partire, ma scrivere bene, senza aver elaborato dei risultati da raggiungere, sarebbe fine a se stesso.

Vediamo quindi passo dopo passo come  ottenere un'email marketing di successo.

 

 

Mailing List

La Mailing List è la lista dei contatti a cui inviare le email della tua campagna di email marketing, possono essere lead ottenuti attraverso azioni di Lead Generation. , dall’iscrizione alla newsletter o clienti già fidelizzati che quindi conoscono il brand. .

Si  tratta di  utenti in relazione col brand, ma con un grado di interesse diverso, quindi è importante creare una email ad hoc per ogni segmento di target, per ogni fase del funnel. Buyer Personas, a seconda del grado di consapevolezza nel brand.

Se un utente si trova nella fase iniziale del rapporto col brand, bisognerà creare interesse verso l'azienda.

Se un utente si trova nella fase di desiderio, sta valutando se acquistare un prodotto e/o servizio del brand va guidato verso l'azione, attraverso una CTA , per esempio uno sconto sul prossimo acquisto.

Se un utente ha già acquistato dal brand, bisognerà fare Lead Nurturin gattraverso informazioni e sconti per mantenere vivo l’interesse verso il brand.

Buyer Personas

Le Buyer Personas sono delle rappresentazioni fittizie dell' utente ideale e vanno ideate come persone reali con propri desideri, bisogni e frustrazioni.

Per questo motivo, non ci sarà un’unica Buyer Personas ma dovrai realizzarne più tipologie per rispondere in maniera più pertinente possibile al reale bisogno dell’utente.

Brand Identity

L'email dovrà rispecchiare l’identità del brand, detta Brand Identity, infatti ogni parte, dal visual fino al copy, dovrà rendere riconoscibile il brand.

Sarebbe totalmente errato impostare un tone of voice formale ed ingessato se il brand ha come target di riferimento un pubblico giovane e frizzante.

Sarebbe invece opportuno adottare un registro informale e diretto, mentre per un brand con target professionale o maturo, sarebbe migliore un tono di voce più formale.

Ovviamente dipende anche da come abbiamo rappresentato il nostro brand, da quali emozioni vogliamo evocare e da quali desideri vogliamo esaudire, non solo attraverso le parole ma anche attraverso il colore, il logo. ed il tone of voice del brand.

Un brand è vision, storia, marchio,territorialità, identità, persone e know how: non è un qualcosa di statico ma essenza in continuo divenire.

Mittente dell’email

Innanzitutto bisogna rendere noto e chiaro il mittente dell’email, infatti se il mittente ha un nome strano, che non fa capire chi sia o che si tratti di un’azienda potrebbe finire automaticamente nello spam.

Quindi è bene usare un indirizzo email con dominio aziendale o se liberi professionisti una email con nome e cognome, evitando nickname particolari.

Oggetto dell’email

Passiamo all’oggetto, ossia il focus che spinga all'apertura dell'email, infatti se non userei un titolo accattivante, potrai aver scritto una email bellissima oppure avere anche la migliore offerta per il tuo utente ma non verrà mai letta.

Per questo voglio svelarti alcuni segreti per scrivere un oggetto che faccia davvero aprire la tua email!

Utilizza i numeri, infatti per le email così come per i titoli di un articolo i numeri attirano l'attenzione dell'utente e sono più facilmente comprensibili per la mente, che li elabora positivamente.

Utilizza le testimonianze dei tuoi clienti! La riprova sociale è fondamentale, quindi portare un esempio di qualcuno che ha già utilizzato un prodotto e/o servizio del brand non fa altro che incuriosire l'utente, soprattutto se già stava pensando di acquistare dal brand.

Esempio: ecco perché Maria ha deciso di frequentare il nostro corso di email copywriting.

Utilizza la Unique Selling Proposition (USP) è il fattore o la considerazione presentata da un'azienda come la ragione per cui il suo prodotto o servizio è diverso, la Unique Selling Proposition, ossia la promessa che fai ai tuoi utenti, il motivo per cui dovrebbero scegliere te e la tua azienda rispetto ai competitors: ricorda di fare promesse reali che potrai mantenere, altrimenti perderai valore agli occhi dei tuoi clienti.

Esempio: acquista le tue scarpe preferite al prezzopiù basso del web!

Body dell’email

Ricorda che stai scrivendo ad una persona reale, quindi dovrai scrivere un testo persuasivo, rispettando il tone of voice del brand, ma soprattutto creando una relazione con l'utente.

Vuoi vendere un prodotto e/o servizio attraverso una DEM? Non dovrai scrivere per quale motivo il tuo prodotto e/o servizio vale il prezzo che costa, perchè è migliore rispetto a quello dei competitors, ma dovrai far capire all'utente che quel prodotto è ciò che va bene per le sue necessità.

Risolve i suoi problemi? Rispecchia le sue necessità? Esaudisce i suoi desideri? Facendo un buon copy su queste leve, il prodotto e/o servizio venderà da sé, perchè avrai creato engagement

Call to Action

La CTA è l'invito all'azione, dopo aver attratto l'utente attraverso il testo principale dell'email, dovrai guidarlo per fare la conversione. prestabilita, come l'acquisto di un prodotto e/o servizio dal tuo e-commerce.

La call to action è quindi un passaggio fondamentale per far funzionare la tua strategia di email marketing: infatti, se non è ben scritta o non è ben visibile all'interno della email, rischi di perdere l'interesse dell'utente e la vendita.

Landing Page

La Landing Page è la pagina di atterraggio in un sito web. Landing Page: quale scegliere per la tua strategia?", finalizzata alla conversione di utenti per ottenere un obiettivo prefissato, attraverso una call to action.

La Landing Page è l'ultimo passaggio per ottenere una strategia di email marketing di successo, infatti se l'utente è stato attratto dall'oggetto della email, ha mostrato interesse dal body, tanto da cliccare sul bottone di CTA, quando arriva alla Landing Page vuole trovare ciò che si aspetta.

Come ottimizzare le categorie ecommerce per la SEO e l'UX

Di Graziano Brotto in: SEO - Inserito il 26-03-2021

Come impostare le categorie in un e-commerce

Le categorie ecommerce sono fondamentali per la navigazione del portale. Consentono di organizzare schede prodotto e sotto-categorie che, a loro volta, permettono di creare dei contenitori di pagine di atterraggio.

Spesso, però, anche a causa della tradizione legata al blogging e alle pratiche editoriali (comunque manchevoli e miopi), queste tassonomie vengono rilegate in fondo alla lista delle ottimizzazioni utili.

In un ecommerce si cura la home page, si organizzano al meglio le schede prodotto e si punta verso un lavoro SEO  capace di prendersi cura di tutti gli elementi che oggi fanno la differenza. Come l'acquisizione di link in ingresso, l'user experience, la velocità di caricamento. E la struttura.

Proprio così, guai a lasciarsi scappare l'occasione per creare una buona navigazione interna. In uno shop online devi avere tag, filtri, moduli di ricerca. E anche un buon lavoro sulle categorie ecommerce fa parte di questo equilibrio. Cosa saper a riguardo? Qual è la strada da seguire?

 

Individua il search intent delle categorie

Il primo passo per lavorare sull'ottimizzazione SEO delle categorie ecommerce in modo che siano realmente utili: devi partire da una buona keyword research. Ovvero devi scoprire le esigenze del pubblico.

Quindi puoi creare un'alberatura che faccia da struttura per il sito web che ti aiuterà a vendere online. Non puoi creare categorie a caso ma pensando alle varie esigenze del pubblico. Analizzando le , grazie ai migliori SEO tool per fare analisi delle parole chiave, puoi scoprire non solo il volume di ricerca ma anche il CPC delle varie ricerche online.

In questo modo puoi capire dove cadono gli investimenti e quali sono i temi monetizzabili. Ovvero dove puoi tentare di ottenere buoni risultati con la vendita online. Dopo aver fatto questo lavoro puoi analizzare il search intent e capire come strutturare il contenuto per rispettare quello che Google indica come Beneficial Purpose nella guida per i quality rater.

Rispetta le esigenze del lettore e non SEO

Voglio affrontare subito questo argomento perché è centrale per il tema dell'ottimizzazione delle categorie ecommerce: guai a trattare queste sezioni con la vecchia logica del riempire la pagina con una marea di testo per inserire keyword principali, sinonimi o correlazioni varie.

Non funziona così, o meglio: avere un po' di testo nelle categorie può essere utile per contestualizzare e fare in modo che ci sia un minimo di introduzione all'argomento. Ma devi sempre tener presente che stiamo parlando di un ecommerce. E la categoria è una sezione della vendita.

Guarda cosa fa Amazon: appena vai nella sezione libri ti accoglie con quello che stavi cercando: le copertine dei testi divisi per sezioni. Con titoli, recensioni, autore e qualche informazione per decidere dove cliccare.

Non trovi la storia del libro, la prima stampa di Gutenberg e altri contenuti che servirebbero solo ad allungare il brodo. Perdendo di vista il search intent. E trasformando la categoria ecommerce in qualcosa di inutile.

Lavora su fattori SEO utili per la pagina

Una volta effettuata la ricerca delle keyword e aver individuato la giusta alberatura per intercettare le ricerche dei potenziali clienti ha bisogno di un buon lavoro di SEO on-page. Sto parlando della base nota a tutti:

  • Tag title.
  • Meta description.
  • Tag H1.
  • URL sta per Uniform Resource Locator. Chiamato colloquialmente indirizzo web, è un riferimento a una risorsa web come un sito, una pagina o un file.
  • Contenuto.
  • Header.
  • Tag alt.

Insomma, tratta la categoria come una qualsiasi pagina web. Non è una sezione secondaria e non deve essere affrontata come una sorta di contenitore di schede prodotto. Accogli questa attività come un dovere.

Per capire qual è l'impegno in questa fase del lavoro basta dare uno sguardo a come lavorano i top player, quelli che guadagnano le massime posizioni nella : i tag title sono ottimizzati ma non in modo da seguire con i paraocchi singole keyword. E le meta description cosa fanno?

Lasciano indicazioni utili per prendere una decisione. Soprattutto per le categorie che fanno più traffico (ma andrebbe fatto per tutte) si dovrebbe eseguire un lavoro certosino nella search console per comprendere come diminuire la differenza tra impressioni e click. Questo si ottiene con il performance report, la sezione dedicata al rendimento SEO di un sito web.

Cerchiamo quindi di modificare la meta description in modo da rendere più appetibile quel risultato. Questo è, a mio avviso, il lavoro del SEO copywriting oggi: lavora sui micro-contenuti di un sito web efficace.

Attenzione a chi prendi come riferimento. Ho notato che Amazon ha un pessimo rapporto con tag title e meta description, spesso sono poco ottimizzati questi campi. Ma il portale si posiziona sempre bene, è vero.

Questo però non significa che tu debba fare come Amazon. Spesso i grandi nomi del web possono permettersi pratiche che non ti conviene seguire per i tuoi progetti personali e per i clienti che segui.

Evita contenuti duplicati delle pagine

Problema noto a chi opera nel settore della SEO tecnica: spesso le pagine di archivio tendono a creare contenuti duplicati. Soprattutto in un ecommerce dove può esserci una scarsa attenzione al generare categorie:

  • Senza contenuto.
  • Simili ad altre categorie.
  • Uguale ai tag e ai filtri.
  • Con contenuto duplicato.

Già, spesso questo problema si manifesta perché la struttura del sito web non viene studiata attentamente e si pubblicano pagine di archivio praticamente uguali. Nel senso che due o più categorie ecommerce hanno nomi differenti ma semanticamente condividono lo stesso significato.

Quindi all'interno ci sono le stesse schede prodotto. Se a tutto questo ci aggiungi poco testo di accompagnamento che magari è anche duplicato il piatto è servito: hai contenuti duplicati nelle categorie ecommerce.

Trova un buon servizio di web copywriting per creare descrizioni uniche per tutte le categorie, evita di creare tassonomie che possono essere coperte da quelle che hai già online, assicurati che per ogni categoria ci sia un numero di articoli utile a giustificare una nuova sezione del sito.

E se ci sono necessità specifiche usa il tag canonical per dire a Google qual è la versione da considera tra due pagine troppo simili. Attenzione, il tema in questione è decisivo quando decidi di fare SEO per ecommerce.

Punta sulla velocità della pagina web

Non puoi e non devi lasciar passare questo punto, l'ottimizzazione delle risorse che consideriamo come categorie ecommerce devono avere sempre un buon punteggio in termini di velocità di caricamento.

Questo si ottiene lavorando su diversi fattori, dalla cache alla scelta del server. Ma ciò che serve sapere è che non basta il punteggio della velocità. Oggi sono i Core Web Vitals a fare la differenza, vale a dire:

  • Largest Contentful Paint (LCP).
  • First Input Delay (FID).
  • Cumulative Layout Shift (CLS).

Usa il report della search console per avere una valutazione chiara delle pagine del tuo ecommerce, individua se ci sono situazioni critiche e risolvi i problemi specifici analizzando le categorie ecommerce con strumenti specifici come Lighthouse e Pagespeed Insight sempre di Google.

Ottimizza il peso delle immagini online

Abbiamo parlato dell'importanza di un buon lavoro legato all'ottimizzazione delle performance. Oggi parlare di SEO vuol dire affrontare il tema dell'user experience e non solo della velocità di caricamento. Però c'è un punto particolarmente importante da ricordare.

Sono le immagini a causare i peggiori rallentamenti e i principali problemi in termini di velocità di upload. Questo perché, come suggerisce anche la ricerca di almanac.httparchive.org, è l'immagine a determinare maggior parte del peso di una pagina. Ciò vale per tutti i siti web, anche per l'ecommerce. E sai bene che qui ogni decimo di secondo vale denaro.

La soluzione per le tue categorie ecommerce migliori? Di sicuro non devi rinunciare alle foto ma devi seguire una serie di passaggi indispensabili:

  • Carica la foto nel formato giusto (JPG o PNG).
  • Comprimi al meglio il file per evitare peso inutile.
  • Usa immagini con le dimensioni adeguate.
  • Indica nel codice HTML le dimensioni altezza e larghezza.

Soprattutto, carica solo le immagini che servono. Non usare foto e grafici, o magari GIF, per spezzare la monotonia del testo o decorare. Su un ecommerce vince semplicità ed essenza. Punta verso l'obiettivo principale.

A tutto questo puoi e devi aggiungere anche un buon lavoro SEO, quindi aggiungendo il tag alternative e rinominando il file dell'immagine.

Crea una struttura per l'utente mobile

Ultimo punto ma non per importanza: mai dimenticare che questa pagina, molto probabilmente, sarà vista e vista da utenti che usano un dispositivo mobile. Per la precisione uno smartphone. Come pensare questa risorsa?

Testo strutturato e facile da leggere, elementi che si possono selezionare con facilità, immagini che si ingrandiscono facilmente e call to action facili da cliccare con un tap delle dita: inutile dire che devi avere un template responsive, su questo credo che non ci siano dubbi e problemi. Evitiamo interruzioni fastidiose e usiamo pop-up mobile friendly se necessario.

Ottimizziamo le categorie ecommerce?

Spero di sì. Al momento possiamo dire che limitare l'attività SEO on-page alle schede prodotto, alla home page e a d altre pagine fisse - escludendo le categorie ecommerce - può essere una mossa senza futuro. Scellerata.

Ma attenzione a cosa si muove sulla scacchiera della buona ottimizzazione in termini di search engine optimization: a volte si cerca di forzare la mano e portare la soluzione verso lidi (solo) a prima vista interessanti.

Che, però, hanno vita breve, come l'attività di rimpinzare la categoria con testo inutile. Soprattutto nell'above the fold, la prima parte della risorsa.

Mettiamo sempre al centro l'user experience, l'utilità che deve avere la pagina in questione per chi legge e sfoglia le pubblicazioni lasciate nella categoria. Forse su questa pagina si cerca qualcosa da acquistare e non da leggere, non sei d'accordo? Come hai ottimizzato la tua categoria?

I servizi gratuiti VS opera di un professionista a pagamento

Di Graziano Brotto in: Web Design - Inserito il 24-12-2020

I servizi gratuiti VS opera di un professionista a pagamento

La rete internet. nei suoi molteplici aspetti, offre al giorno d’oggi servizi di creazione siti web gratis. In questo articolo scopriremo in cosa differiscono dal lavoro di un professionista e perché una azienda o un privato, che voglia sponsorizzare al meglio un suo servizio/prodotto mediante un sito, necessiti dell’intervento di una mano esperta.

I servizi gratuiti VS l’opera di un professionista a pagamento

Negli ultimi anni sono diversi i portali che offrono la possibilità di realizzare il proprio sito web senza l’opera di un professionista e senza conoscere il codice necessario alla realizzazione di un portale. Naturalmente, utilizzare un servizio gratuito per realizzare un sito internet, porta degli svantaggi rispetto a richiedere l’opera di chi lo fa di mestiere, ma di contro offre la possibilità di limitare il budget investito in questa operazione, a fronte di un investimento in tempo e energie per imparare ad usare l’editor necessario a sviluppare le diverse pagine di un sito. Nel realizzare un sito mediante un prodotto gratuito ricordiamo che, per ottenere un prodotto accettabile, è necessario aggiungere delle ore dedicate a comprendere come progettare al meglio un sito, in modo da limitare il lavoro, evitando di dover ricostruire più volte l’architettura delle diverse pagine.

Siti web gratis: vantaggi e svantaggi

Nel realizzare un sito web gratis vi sono più svantaggi che vantaggi, ma nel caso di budget basso o inesistente questa è l’unica soluzione da poter utilizzare per privati o associazioni agli inizi della loro attività.

Ricordiamo, prima di esaminare nel dettaglio i bonus/malus di un servizio gratuito, un detto che circola in rete: “Quando un servizio è gratis, il prodotto sei tu” che vuol dire, io ti offro un sito gratis che popolerai con i tuoi contenuti generando traffico verso la mia piattaforma, che poi con modalità differenti, potrebbe venire monetizzato a favore di chi ha realizzato il servizio.

I vantaggi di utilizzare una piattaforma gratuita sono i seguenti:

  • Costo di realizzazione basso. In genere, a meno di non associare un dominio di primo livello (come ad esempio www.nomedelmiosito.it) utilizzare un servizio gratuito non presenta costi aggiuntivi. Ricordiamoci però che il tempo dedicato a imparare uno strumento e tutta la tecnica necessaria a progettare al meglio un nuovo sito, per evitare di dover costruire e distruggere più volte il prodotto, andando a tentoni, vanno considerate come costo, in quanto sono ore tolte al tempo che si potrebbe dedicare al riposo o a far il nostro solito lavoro.
  • Facilità di realizzazione. Un prodotto gratuito, nella maggior parte dei casi, è molto facile da utilizzare grazie alla preconfigurazione dello strumento che ci viene fornita dal servizio che intendiamo usare. In aggiunta possiamo poi trovare un editor semplificato che ci permette di inserire contenuti senza conoscere niente di tecnico, cosa questa che in realtà ritroviamo anche nei prodotti a pagamento, spesso di più semplice fruizione e comprensione.
  • Una zona di test per chi incomincia a realizzare i siti. Se vogliamo iniziare ad avvicinarci allo sviluppo di siti senza investire denaro possiamo incominciare a provare ad usare uno spazio gratuito, per poi dopo aver fatto tutte le prove del caso, passare a strumenti più professionali o a richiedere i servizi ad un consulente specializzato che lo fa di lavoro.

Andiamo ora ad analizzare il rovescio della medaglia e i problemi che uno strumento gratuito può avere:

  • Grafica non totalmente personalizzabile. In molti casi il layout e di conseguenza la grafica che possiamo utilizzare nel creare il nostro sito web non è parzialmente o completamente modificabile. In alcuni casi siamo costretti a utilizzare un layout scelto tra quelli presenti, di cui possiamo modificare colore, font e pochi altri elementi, in altri casi non possiamo intervenire sulle immagini che lo compongono con conseguente limitazione della nostra creatività.
  • L’organizzazione dei contenuti è limitata. Non tutti gli strumenti gratuiti ci permettono di organizzare i nostri contenuti a seconda del nostro desiderio, limitando il numero di menù che possiamo utilizzare e il contenuto delle barre laterali.
  • Sito con velocità non performante (immagini pesanti, troppi contenuti). Se realizziamo da noi i contenuti per il sito rischiamo di non ottimizzarli per il web, inglobando nelle pagine html immagini di peso notevole, che potrebbero rallentare considerevolmente la velocità di visualizzazione. In altri casi non è colpa della singola immagine, ma dell’elevato numero di elementi che inseriamo in una sola pagina. Per alcuni servizi gratuiti il problema relativo alla velocità di caricamento è dato direttamente dal servizio offerto, che appunto perché a costo zero viene limitato a livello di prestazioni.
  • Investimento di ore necessarie a studiare il funzionamento dello strumento, a come ottimizzare l’architettura dei contenuti e la navigazione delle diverse pagine. Non possiamo pensare di utilizzare da subito al meglio uno strumento a noi nuovo, per cui quando decidiamo di utilizzare un tool per la realizzazione di un sito internet gratuito dobbiamo mettere a preventivo delle ore necessarie a comprendere il suo funzionamento. Se poi è la prima volta che creiamo un sito web dobbiamo aggiungere al tempo di realizzazione le ore che impiegheremo a capire come progettare le diverse pagine e se poi incominciamo a fare prove “dal vivo” realizzando pagine che andremo a seguito a cancellare o a modificare più volte fino ad ottenere il risultato desiderato (che tra l’altro potrebbe non essere corretto), i tempi si allungano considerevolmente.
  • Non ottimizzato per i motori di ricerca e a rischio di penalizzazioni. Senza conoscere la tecnica necessaria a posizionare un sito web e gli accorgimenti da tenere per evitare che Google e gli altri search engine penalizzino le nostre pagine, rischiamo di non comparire mai tra i risultati del motore di ricerca. Il sito gratis che andremo a creare sarà così una cattedrale nel deserto, magari interessante e bello, ma privo di visitatori. In molti casi il servizio offerto non prevede la possibilità di intervenire sul codice, mediante editing diretto o con l’ausilio di plugin, per poter ottimizzare le pagine al fine di renderle visibili.
  • Alcuni servizi obbligano a inserire banner pubblicitari non voluti. In determinati portali per la creazione di un sito gratis, in cambio della possibilità di realizzare un sito è necessario far visualizzare sulle pagine che creiamo delle pubblicità, su cui non abbiamo controllo. Questo è uno dei motivi per cui, per chi ha una attività, non conviene usare un servizio gratuito: in alcuni casi rischiamo di trovare la pubblicità dei nostri competitor sulle pagine che descrivono i nostri servizi.
  • Limitazioni alla tipologia di contenuti da inserire. Alcuni host gratuiti offrono il servizio a patto che non pubblicheremo contenuti di un certo tipo. Facciamo quindi attenzione nello scegliere il servizio, prima di trovarci con un sito oscurato una volta terminata la creazione di tutte le pagine.
  • Spazio disco o database limitati. Nell’usare un servizio gratuito vi sono spesso limitazioni, in particolare potremo trovare uno spazio su disco, in cui caricare immagini, video e audio, limitato e non pronto a contenere tutto il materiale che vogliamo pubblicare o in alcuni casi vi possono essere limitazioni per il database, che potrebbero rallentare o bloccare la visualizzazione/pubblicazione dei contenuti.
  • Sito a tempo. Alcuni spazi che offrono siti gratuiti li offrono a tempo, e una volta passato il periodo di “prova” se non si versa una quota la pubblicazione di nuovo materiale viene bloccata.
  • Sottodominio. Non tutti gli spazi gratuiti permettono di utilizzare un dominio sullo spazio che offrono, costringendo l’utenza a far visualizzare il sito come http://nomescelto.nomedelservizio.it.
  • Codice non personalizzabile. Se vogliamo realizzare un prodotto particolare o se vogliamo aggiungere particolari funzionalità al nostro dominio, un sito gratis realizzato mediante un servizio online non è la scelta migliore. In genere le piattaforme che offrono la realizzazione di un sito a costo zero permettono di creare un prodotto semplice e adatto alla maggior parte dell’utenza, ma per servizi unici o dedicati è necessario avere la possibilità di poter intervenire in ogni aspetto tecnico, dal codice al database, permessi questi non ottenibili in un prodotto gratuito dove per questioni di sicurezza all’utenza viene impedito di accedere così in profondità ai file che compongono il sito.

Sito internet a pagamento, quali differenze nell’offerta proposta?

Chiedendo l’aiuto di un professionista per creare un sito web tutti i problemi in cui potremo incorrere scegliendo uno spazio gratuito non li abbiamo ed in più ritroviamo grossi vantaggi, necessari per chi vuole realizzare un sito internet ad uso professionale:

  • Progettazione dettagliata. Un professionista prima di costruire il sito procede a progettarlo nei minimi particolari, velocizzando il tempo di sviluppo e suggerendo al cliente delle possibili soluzioni per migliorare l’usabilità e l’ergonomia dello strumento.
  • Grafica personalizzata. Se richiesto e mediante l’opera di un grafico per il web è possibile personalizzare il layout del sito, rendendolo unico in modo da differenziarlo dalla massa di siti internet. Questo aiuta i visitatori a tenere a mente il brand associato al sito.
  • Usabilità migliorata. Come accennato in precedenza un professionista può aiutare a cercare delle soluzioni per migliorare l’esperienza utente, aumentando così l’interazione che gli utenti avranno con il sito e i contenuti pubblicati.
  • Funzioni dedicate. Se vogliamo aggiungere delle funzionalità speciali alla nostra pagina, come ad esempio una agenda appuntamenti, dei moduli per lo scambio di informazioni con l’utenza etc. è necessario rivolgersi ad una persona competente, che ci possa guidare nelle diverse soluzioni che un software può proporre.
  • Performance migliorate. Un sito web realizzato da un professionista è sicuramente più veloce di un sito di pari dimensione/tipo su un server gratuito.
  • Ottimizzazione per i motori di ricerca. Se il nostro obiettivo in seguito è di comparire sulle prime posizioni di un motore di ricerca è sicuramente necessario rivolgersi ad un professionista, per non dover in seguito pagare una maggiorazione a causa del lavoro di modifica completa di tutte le pagine realizzate in autonomia da autodidatti.
  • Preventivo dettagliato. Ogni sito internet dovrebbe essere un prodotto unico e per questo i costi di realizzazione dovrebbero essere differenti e non omologati a determinati standard. Sicuramente quel che si può dire è che un e-commerce verrà a costare di più di un sito vetrina con 5 pagine, ma di quanto è da vedere caso per caso.

Quanto costa realizzare un sito web

La creazione di un sito web ha dei costi periodici e costi una tantum, vediamo insieme quali sono alcuni dei fattori di spesa e la loro ricorrenza.

Costi periodici

  • Rinnovo del dominio.
  • Host.
  • Servizi correlati ed esterni (ad es. servizio newsletter massiva).
  • Aggiornamento del software con cui è stato realizzato il sito.

Costi una tantum

  • Realizzazione del sito internet.
  • Layout e grafica correlata.
  • Aggiunta di nuove funzioni non presenti.

In questa lista ho volutamente escluso la gestione dei social correlati, l’ottimizzazione SEO e le attività di web marketing come l’amministrazione di campagne di advertising, in quanto le reputo differenti dalla realizzazione vera e propria di un sito, pur se necessarie a migliorare la visibilità di una azienda in rete.

Creazione siti web gratuiti: la differenza tra i vari servizi

I servizi che offrono la creazione di siti web gratuiti differiscono per due modalità in cui erogano il servizio.
Alcuni spazi offrono la possibilità di realizzare un sito web grazie all’editor che offre l’host e mediamente richiedono una alfabetizzazione informatica meno elevata, a discapito della personalizzazione del sito, che in genere è assai limitata. Altri servizi al contrario permettono di installare o utilizzare un CMS per gestire i contenuti sul sito web che si intende creare, che richiede competenze più elevate, ma offre una personalizzazione più elevata (a seconda dei casi).

In alcuni casi il servizio base viene offerto in maniera gratuita, per poi estendere le funzionalità grazie ad abbonamenti annuali dai prezzi differenti. Mediamente però i servizi che offrono sono sempre “prodotti in serie” e non vi è la possibilità di personalizzarli, rendendoli davvero utili ai fini della propria attività.

In sintesi, prima di creare un sito web dobbiamo porci la domanda: sarà uno strumento che ci permetterà di guadagnare?

Se la risposta è SI, forse è opportuno valutare di far realizzare il prodotto da uno specialista.

Restyling del Sito Internet: perché può essere un disastro e come evitare danni irreparabili

Di Graziano Brotto in: SEO - Inserito il 18-10-2020

Restyling Sito Web: il DISASTRO che sta per COLPIRTI anche se non lo sai.

Prima o poi arriva il momento in un’azienda nel quale si decide di fare il Restyling del Sito Internet,  del resto è vecchio ed è  giunto il momento di rifarlo.

Il problema fondamentale è che quando si decide di rifare un Sito Internet è necessario essere consapevoli di quello che si sta facendo, perché è vero che il sito è vecchio e non è più “alla moda”, o non ha le ultime tecnologie presenti sul mercato, ma è anche vero che nella maggior parte dei casi è “avviato”, magari è posizionato su Google per determinate parole chiave, e se il lavoro non viene fatto in un certo modo si rischia di fare danni grossi.

Un olocausto.
E no, non la faccio tragica….è che semplicemente si rischia un DANNO dal rifacimento del sito web ma si decide che “il sito è vecchio ed è ora il momento di rifarlo” e per decidere a chi affidare l’arduo compito ci si affida:

  • Al cuggino (oppure all’amico/dipendente che spatacca col computer),
  • Alla uebb aggenzy del collega che gli ha fatto un sito bello, salvo ignorare che bello NON significa che funziona (e nella maggior parte dei casi manco è bello davvero),
  • Oppure i più oculati tra gli imprenditori capiscono che nel 2020 non è il caso di improvvisare con la propria presenza online e ci si mette alla ricerca di un fornitore professionale: avventura che si traduce in una più o meno lunga raccolta di preventivi di gente che racconta le più disparate supercazzole, e alla fine l’imprenditore non c’ha capito una fava e sceglie o chi costa di meno o chi gli è piaciuto di più, ma senza nessun particolare metro di giudizio oggettivo….

1) Sito eCommerce di arredo bagno che ha perso oltre il 50% del traffico dopo il restyling, che è stato fatto “internamente” (dallo smanettone dipendente dell’azienda, per risparmiare ovviamente)

2) Sito di presentazione aziendale, ben posizionato per alcune parole chiave estremamente competitive e interessanti per il Cliente, da cui riceveva regolarmente delle richieste di preventivo, che dopo il restyling non “esce” nemmeno più digitando il nome dell’azienda! Ha perso il 90% del traffico e azzerato ovviamente richieste di preventivo e quindi anche lavori.

Ti starai sicuramente chiedendo come poter evitare questi “casini”, giusto?

Chiaramente non posso in un articolo di poche parole spiegarti tutte le casistiche possibili (sono veramente tante), però voglio indicarti quello che a mio avviso è l’errore che viene commesso praticamente ogni qual volta viene effettuato un restyling del sito internet.

Il Problema con i Redirect 301

Questo problema capita praticamente ogni volta che viene fatto un restyling di un sito internet senza sapere che cosa si sta facendo.

Successivamente alla messa online del nuovo sito, c’è un evidente crollo del traffico organico e non si ricevono più richieste di preventivo e se si tratta di un eCommerce, non si vende praticamente più nulla!

Tutto ciò avviene perché banalmente non viene impostato nessun Redirect 301.

Per spiegarti in parole povere, quando si fa il restyling del sito, per motivi da carattere tecnico, gli indirizzi delle pagine interne del tuo sito cambiano, ma Google ha indicizzato i vecchi indirizzi e sicuramente sono anche posizionati bene e generano traffico; quando metti online il nuovo sito però, con i nuovi indirizzi, succede che non c’è più corrispondenza tra le pagine e viene fuori un errore 404 “pagina non trovata”.

Le vecchie pagine posizionate dopo qualche giorno verranno “deindicizzate” da Google, mentre le nuove pagine non riusciranno a posizionarsi come le precedenti, e tu avrai un vero e proprio crollo del traffico organico.

Per risolvere questo tipo di problema esiste il Redirect 301, un comando dato al server su cui viene ospitato il sito web col quale si dice che se qualcuno digita l’indirizzo della pagina vecchia, deve essere re-indirizzato sulla nuova pagina creata con il Restyling. In questo modo non si generano errori 404, e il tuo sito non perderà traffico.

Il mio consiglio è quello di affidarsi sempre a persone qualificate che sappiano quello che stanno facendo, certe volte per risparmiare “pochi” soldi si rischia di gettare alle ortiche tutto il lavoro fatto in anni.

Motori di ricerca alternativi a Google usati nel 2020

Di Graziano Brotto in: SEO - Inserito il 06-10-2020

Motori di Ricerca alternativi a Google più famosi e usati nel 2020

Quali sono i motori di ricerca più famosi e più usati al mondo? Oltre a Google e Bing ci sono altri motori di ricerca importanti che, pur non essendo altrettanto noti, eseguono milioni di query di ricerca al giorno.

Per alcuni potrebbe essere sorprendente, ma Google non è affatto l’unico motore di ricerca utilizzato su Internet al giorno d’oggi.

In effetti ci sono diversi motori di ricerca che ambiscono a conquistare il trono oggi occupato da Google, sebbene nessuno di loro sia ancora pronto (per il momento) a rappresentare una minaccia concreta.

Tuttavia esistono motori di ricerca alternativi ai soliti noti che vale la pena prendere in considerazione. La classifica dei primi dieci più importanti viene presentata di seguito:

  1. Google
  2. Bing
  3. Yahoo
  4. Ask.com
  5. AOL.com
  6. Baidu Cinese
  7. Istella Italiano
  8. DuckDuckGo
  9. Tecnoseek Italiano
  10. Yandex.ru Russo

Elenco dei dieci principali motori di ricerca più utilizzati al mondo (aggiornato al 2020)

1. Google

Non c’è bisogno di ulteriori presentazioni. Il gigante dei motori di ricerca detiene saldamente il primo posto con uno straordinario distacco del 65% di copertura delle ricerche globali rispetto al secondo in classifica Bing.

Secondo l’ultimo rapporto Netmarketshare, risalente a Novembre 2018, il 73% delle ricerche è stato coperto da Google e solo il 7,91% da Bing.

Google domina anche la quota di mercato dei motori di ricerca mobile/tablet, con un altisonante 81%!

2. Bing

Bing è il tentativo di Microsoft di sfidare Google nel campo delle ricerche online e rappresenta sicuramente un’alternativa importante.

Tuttavia nonostante i loro sforzi non sono ancora riusciti a convincere gli utenti che il proprio motore di ricerca può produrre risultati perfino migliori di quelli di Google.

La relativa quota di mercato è costantemente inferiore al 10%, nonostante Bing sia il motore di ricerca predefinito sui PC che ospitano il sistema operativo Windows.

3. Yahoo

Yahoo è uno dei più popolari provider di posta elettronica e detiene il terzo posto nel settore delle ricerche online, con una quota di mercato del 3,9%.

Per quattro anni, a partire dall’Ottobre del 2011, la ricerca Yahoo è stata alimentata esclusivamente da Bing.

Successivamente, dall’Ottobre del 2015, Yahoo ha stipulato un accordo con Google per fornire autonomamente servizi di ricerca: da allora i risultati di Yahoo sono arricchiti sia da Google che da Bing.

Yahoo è dal 2014 il motore di ricerca predefinito per i browser Firefox negli Stati Uniti.

4. Ask.com

Precedentemente noto come Ask Jeeves, Ask.com copre circa lo 0,42% delle ricerche online.

Ask si basa sul formato “domanda/risposta”, in cui la maggior parte delle ricerche sono poste in forma di domanda e ricevono risposta direttamente da altri utenti oppure vengono trattate sotto forma di sondaggi.

Offre anche funzionalità di ricerca generale, ma i risultati restituiti evidenziano la mancanza di qualità rispetto sia a Google che Bing e Yahoo.

5. AOL.com

Secondo Netmarketshare, AOL.com si piazza ancora tra i primi dieci motori di ricerca, con una quota di mercato vicina allo 0,06%.

La rete AOL include molti siti web popolari, come engadget.com, techchrunch.com e huffingtonpost.com. Il 23 giugno 2015, AOL è stata acquisita da Verizon Communications.

6. Baidu

Baidu è stato fondato nel 2000 ed è il motore di ricerca più popolare in Cina. Nella classifica di Alexa è attualmente è classificato in quarta posizione.

La sua quota di mercato è in costante aumento: secondo Wikipedia il motore di ricerca Cinese copre miliardi di query di ricerca al mese.

7. Istella

Istella è il motore di ricerca per il web italiano, nato per offrire risultati di ricerca obiettivi, accurati e completi. Per scoprire come cercare, contribuire e condividere.

8. DuckDuckGo

DuckDuckGo ha una serie di vantaggi rispetto agli altri motori di ricerca e lo ritengo una valida alternativa a Google.

Gode di un’interfaccia pulita, non effettua il tracciamento degli utenti, non è sovraccaricato da annunci pubblicitari e offre numerose funzionalità molto accattivanti (per citarne alcune: un’unica pagina di risultati, ricerca diretta su altri siti web, etc).

Sono sicuro che alcune delle funzionalità ora appannaggio di DuckDuckgo saranno mutuate anche da altri motori di ricerca e che con qualche buon finanziamento può arrivare ad ottenere una quota di mercato soddisfacente (attualmente è allo 0,24%).

9. Tecnoseek

Il nostro motore di ricerca nato nel 1995 come servizio di indicizzazione web provalo magari ti piace! Tecnoseek non vuole essere l'anti Google, e non avrebbe nemmeno senso sprecare tanta energia in ricerca per mettersi in competizione con questo colosso. anche perchè Tecnoseek è un qualcosa di diverso ed era gia attivo anni prima di Google. I motori di ricerca sono nati per aiutare le persona a districarsi tra i miliardi di informazioni presenti in Rete, ma questo non è sufficiente. Se anche Tecnoseek offrisse dei risultati leggermente superiori qualitativamente a quelli di Google, questo non sarebbe sufficiente per convincere milioni di persone a cambiare le abitudini di ricerca. Tecnoseek continua ad offrire gratuitamente un servizio di ricerca per gli affezzionati che continuano ad usarlo, coloro che non vogliono essere tracciati e catalogati, perchè quando cerchi con Google il tuo termine di ricerca viene solitamente salvato insieme alle informazioni sul tuo browser e sul tuo computer, che spesso ti possono identificarti univocamente. Tutto ciò è spaventoso, ma d'altronde a chi interessa di qualche sito casuale? Quei siti di solito hanno pubblicità di terze parti e quelle terze parti costruiscono profili sulla tua persona, ecco perchè quelle pubblicità ti seguono ovunque. Anche questo è spaventoso, ma a chi possono interessare delle pubblicità sull'herpes? Il tuo profilo può anche essere venduto. Ecco perchè noi non inviamo le tue ricerche ad altri siti. O perchè non memorizziamo alcuna informazione personale.

Perciò non farti tracciare quando cerchi.

10. Yandex.ru

Yandex si presenta come una società tecnologica che fornisce prodotti e servizi intelligenti basati sull’apprendimento automatico.

Secondo Alexa, il motore di ricerca russo figura tra i trenta siti più popolari di Internet e secondo Wikipedia gestisce la maggior parte delle ricerche in Russia, dove riveste una quota di mercato pari a circa il 65%.

Conclusioni

Abbiamo visto la classifica dei dieci migliori e più famosi motori di ricerca attualmente utilizzati su Internet.

L’elenco naturalmente non è completo, sicuramente molti altri motori di ricerca verranno creati in futuro, ma per quanto riguarda le prime posizioni è facile prevedere che Google e Bing occuperanno le posizioni di leadership anche negli anni a venire.

Per un consulente SEO è fondamentale informarsi sull’evoluzione dei motori di ricerca e su quelli emergenti, proprio per avere un vantaggio competitivo.

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Infine una curiosità: se cerchi in Inglese “qual è il miglior motore di ricerca?” in uno qualsiasi dei motori di ricerca sopra elencati, riceverai in risposta che Google è il motore di ricerca migliore e più usato e che Bing segue al secondo posto (a livello globale).

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