Quanti articoli scrivere a settimana per il blog?

Di Graziano Brotto in: Blogging - Inserito il 08-10-2019

Quanti articoli scrivere a settimana per il blog?

Questo è uno dei dubbi tipici, se anche tu vuoi sapere quanti articoli scrivere a settimana per il blog sei in buona compagnia. Perché ogni blogger si preoccupa e vuole mantenere un buon ritmo, cercando di organizzare le proprie risorse. Soprattutto all’inizio, quando devi gestire le forze.

Però voglio darti subito una stima per poi approfondire la decisione nei prossimi paragrafi: 2 articoli a settimana, per me, è un buon compromesso. Puoi passare a 3 se hai intenzione di fare sul serio e pubblicare ogni giorno (anche più volte) se sei un quotidiano o un magazine. Solo 1 articolo a settimana? Per me è il limite minimo, per chi è abituato a firmare capolavori.

In realtà non è facile capire il giusto ritmo di pubblicazione, scrivere articoli vuol dire gestire risorse in modo da rendere il processo di blogging una risorsa utile per l’azienda. Quindi è giusto interrogarsi su questo punto: quanti articoli scrivere a settimana per il blog? La risposta è articolata.

Non c’è un numero di articoli definito a monte

Esatto, anche in questo caso la risposta trova rifugio nel sempreverde dipende. Non è possibile indicare una regola valida per tutti perché, dal punto di vista tecnico, il blog è pensato proprio per questo: pubblicare contenuti con una sequenza temporale. Uno dopo l’altro, in un ciclo infinito.

Questo in linea di principio. Poi esistono una serie di parametri, che sto per elencare, che ti possono aiutare a prendere una decisione. Ma faccio questa premessa per mettere in guardia chi pensa di poter ridurre tutto a una semplice regoletta. Non esiste, o almeno io non la conosco.

Vantaggi di chi pubblica sempre molti contenuti

Partiamo da una domanda chiara: quali sono le spinte verso un ritmo sostenuto? All’inizio puoi aver bisogno di crescere in fretta quindi devi creare un corpo di articoli capaci di innescare in temi ridotti il processo di inbound marketing. Attenzione, questo non vuol dire automaticamente posizionarsi su Google. L’autorevolezza in un determinato settore te la guadagni nel lungo periodo.

Soprattutto nei settori competitivi. Però se inizi a pubblicare un buon numero di articoli a settimana, magari ogni giorno, puoi raggiungere obiettivi concreti bruciando le tappe. In più ottieni una serie di vantaggi strategici. In primo luogo hai più contenuti per alimentare social e newsletter.

Poi c’è la possibilità di accedere a Google News: una delle prerogative di questa sezione del motore di ricerca è proprio il ritmo di pubblicazione alto e costante. Come, ad esempio, quello di un quotidiano. In ultimo, ma non per importanza, c’è Google: il crawl si adegua alle tue abitudini editoriali e passa con più frequenza sul tuo sito, dando maggior cura nei contenuti.

Attenzione, il crawl budget non è necessariamente un fattore di ranking ma, come suggerisce Google, è un passaggio essenziale per l’indicizzazione. Quindi è importante agevolarlo.

Svantaggi per chi vuole pubblicare ogni giorno

Quanti articoli scrivere a settimana per il blog? C’è chi preferisce frenare il numero per un motivo: ha risorse limitate e vuole puntare su pochi post scritti bene. La quantità non è per forza sinonimo di bassa qualità. Ma non tutti possono mantenere alti standard e ritmo elevato. Tentare senza la giusta struttura ti espone ai rischi di chi pubblica per esserci e basta.

Questo risultato non porta problemi solo per l’opinione dei lettori ma anche per il giudizio di Google: avrai, probabilmente, una marea di articoli inutili e poco significativi: traffico zero, niente link, posizionamento inesistente. Queste pagine diventano un peso per la tua pubblicazione.

Un buon motivo per limitare le pubblicazioni? Sfornare ogni giorno un post può essere una sfida poco conveniente se devi lanciare duplicati, riflessioni che passano inosservate e aria fritta.

Elementi strutturali del progetto editoriale

Ci sono dei blog che hanno, nel proprio DNA, già scritto il numero di articoli da pubblicare a settimana. Almeno in linea teorica ecco. Ti faccio qualche esempio? Se lavori su un blog dedicato a un argomento verticale, quindi molto specifico, devi per forza operare con un ritmo di pubblicazione basso. Altrimenti esaurisci il calendario editoriale in pochi mesi.

Non puoi snaturare il progetto aprendo le porte ad altri argomenti. D’altro canto se vuoi fondare un magazine, un giornale online iscritto al Tribunale, devi stare sul pezzo. Quindi il ritmo di pubblicazione si alza inesorabilmente. E si abbassa di nuovo se decidi di intercettare un pubblico avanzato, persone che non si accontentano di guide base ma vogliono case study avanzati.

 

 

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